"Quella fermata, grazie a lui, sembrava meno sola."
Alla fermata dell'autobus, quella vicino al ponte, ogni sera c'era un gatto.
Non importava se pioveva, se faceva freddo o se la città era silenziosa: lui era lì, seduto composto, con la coda avvolta intorno alle zampe.
La gente aveva iniziato a chiamarlo Ombra, perché compariva sempre quando il cielo diventava blu scuro.
Il rituale di Ombra
La cosa curiosa era che Ombra non aspettava un autobus qualunque.
Aspettava l'ultimo.
Quando l'ultimo mezzo arrivava, lui si alzava, osservava i passeggeri scendere uno a uno, e solo quando tutti si erano allontanati, si girava e se ne andava tranquillo.
Come se controllasse che tutti fossero arrivati a casa.
Una sera, un autista gli lasciò un po' di cibo.
Un'altra sera, una signora gli portò una copertina.
Qualcuno disse che Ombra era il guardiano della fermata.
Qualcun altro che stava aspettando qualcuno che non tornava più.
La verità è che nessuno lo sapeva davvero.
Ma una cosa era certa:
Quella fermata, grazie a lui, sembrava meno sola.
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