"La gente diceva che quel bar non serviva caffè: serviva umanità."
Nel centro della città c'era un piccolo bar che non aveva nulla di speciale: due tavolini fuori, un bancone di legno, una macchina del caffè che sbuffava come un vecchio treno. Eppure, chiunque ci entrasse usciva più leggero.
Il segreto era il barista.
Non regalava caffè, non faceva sconti, non aveva offerte speciali. Regalava qualcosa di molto più raro: minuti.
Minuti di ascolto.
Minuti di presenza.
Minuti in cui ti faceva sentire importante.
Un bar che serviva umanità
Se entravi triste, ti chiedeva come stavi davvero.
Se entravi felice, festeggiava con te.
Se entravi silenzioso, ti lasciava spazio senza farti sentire sbagliato.
La gente diceva che quel bar non serviva caffè: serviva umanità.
E forse è per questo che, anche quando pioveva, c'era sempre qualcuno in fila. Non per bere qualcosa, ma per sentirsi un po' meno solo.
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